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Pensieri giornalieri per il mese di Maggio.

Pensieri giornalieri per il mese di Maggio.

Mese di Maria.

2.5.2013
Le prem
ier Évangile, c’est vous.
Le premier Évangile, c’est votre visage, quand il est gracieux comme il l’est certainement toujours, quand il est gracieux de la grâce de Dieu et qu’il apporte aux autres le souhait merveilleux qui est l’Annonciation perpétuée : Je te salue, pleine de grâce, le Seigneur est avec toi .
(Maurice Zundel)

MARIA, DONNA DEL PANE

don Tonino Bello

 «Lo depose nella mangiatoia». Nel giro di poche righe, la parola mangiatoia è ripetuta tre volte. La qual cosa, tenuto conto dello stile di Luca, insospettisce non poco. L'evangelista allude: non c'è dubbio. Lui, il pittore, vuole ritrarre Maria nell' atteggiamento di chi riempie il cestino vuoto della mensa. Se è vero che nella mangiatoia si mette il pasto per gli animali, non è difficile leggere in quella collocazione l'intendimento di presentare Gesù, fin dal suo primo apparire, come cibo del mondo. Anzi, come il pane del mondo.

Sotto, quindi, la paglia per le bestie. Sopra la paglia, il grano macinato e cotto per gli uomini. Sulla mangiatoia, avvolto in fasce come in candida tovaglia, il pane vivo disceso dal cielo.

Accanto alla mangiatoia, come dinanzi a un tabernacolo, la fornaia di quel pane. Maria aveva capito bene il suo ruolo fin da quando si era vista condotta dalla Provvidenza a partorire lontano dal suo paese, lì a Betlem: che vuol dire, appunto, casa del pane.

Per questo, nella notte del rifiuto, ha usato la mangiatoia come il canestro di una mensa. Quasi per anticipare, con quel gesto profetico, l'invito che Gesù, nella notte del tradimento, avrebbe rivolto al mondo intero: «Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi». Maria, portatrice di pane, dunque. E non solo di quello spirituale.

Deformeremmo la sua figura se la sottraessimo alla preoccupazione umana di chi si affatica per non lasciare vuota la mensa di casa sua. Sì, ella ha tribolato per il pane materiale. E qualche volta, quando non riusciva a procurarselo, forse avrà pianto in segreto. Come quell'altra Maria, povera donna, che abita in un sottano con una nidiata di figli e col marito disoccupato, e, per insolvenza, non le fanno più credito neppure al negozio di generi alimentari.

Gesù deve aver letto negli occhi splendenti di sua madre il tormento del pane quando manca, e l'estasi del suo aroma quando, caldo di cenere, si sbriciola sulla tovaglia in un arcipelago di croste.

Per questo c'è nel Vangelo tanto tripudio di pane, che dividendosi si moltiplica, e passando di mano in mano sazia la fame dei poveri adagiati sull'erba, e trabocca nella rimanenza di dodici sporte.

Per questo, al centro della preghiera da rivolgere al Padre, Gesù ha inserito la richiesta del pane quotidiano. E ha lasciato a noi la formula per implorare dalla Madre la grazia di una sua giusta distribuzione, in modo che nessuno dei figli rimanga a digiuno.

 

Santa Maria, donna del pane, chi sa quante volte all'intemo della casa di Nazaret hai sperimentato pure tu la povertà della mensa, che avresti voluto meno indegna del Figlio di Dio. E, come tutte le madri della terra preoccupate di preservare dagli stenti l'adolescenza delle proprie creature, ti sei adattata alle fatiche più pesanti perché a Gesù non mancasse, sulla tavola, una scodella di legumi e, nelle sacche della sua tunica, un pugno di fichi. Pane di sudore, il tuo. Di sudore, e non di rendita. Come anche quello di Giuseppe, del resto. Il quale, nella bottega di falegname, era tutto contento quando dava gli ultimi ritocchi a una panca che avrebbe barattato con una bisaccia di grano. E nei giorni del forno, quando il profumo caldo di focacce superava quello delle vernici, ti sentiva cantare dall'altra parte, mentre Gesù, osservandoti attorno alla madia, dava anche lui gli ultimi ritocchi alle sue parabole future: «Il Regno dei Cieli è simile al lievito che una donna prende e impasta con tre misure di farina...».

Santa Maria, donna del pane, tu che hai vissuto la sofferenza di quanti lottano per sopravvivere, svelaci il senso dell' allucinante aritmetica della miseria, con la quale i popoli del Sud un giorno ci presenteranno il conto davanti al tribunale di Dio. Abbi misericordia dei milioni di esseri umani decimati dalla fame. Rendici sensibili alla provocazione del loro grido. Non risparmiarci le inquietudini dinanzi alle scene di bambini che la morte coglie tragicamente attaccati ad aridi seni materni. E ogni pezzo di pane che ci sopravanza metta in crisi la nostra fiducia sull'attuale ordinamento economico, che sembra garantire solo le ragioni dei più forti. Tu, la cui immagine, quasi fosse un amuleto, pietà di madre o tenerezza di sposa nasconde furtivamente nel bagaglio dell'emigrante o nella valigia di chi affida al mare la sua vita in cerca di fortuna, tempera le lacrime dei poveri ai quali è divenuta troppo amara la terra natale. Alleggerisci la loro solitudine. Non esporli all'umiliazione del rifiuto. Colora di speranza le attese dei disoccupati. E raffrena l'egoismo di chi si è già comodamente sistemato al banchetto della vita. Perché non sono i coperti che mancano sulla mensa. Sono i posti in più che non si vogliono aggiungere a tavola.

Santa Maria, donna del pane, da chi se non da te, nei giorni dell'abbondanza con gratitudine, e nelle lunghe sere delle ristrettezze con fiducia, accanto al focolare che crepitava senza schiuma di pentole, Gesù può aver appreso quella frase del Deuteronomio, con cui il tentatore sarebbe stato scornato nel deserto: «Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio»? Ripeticela, quella frase, perché la dimentichiamo facilmente. Facci capire che ii pane non è tutto. Che i conti in banca non bastano a renderci contenti. Che la tavola piena di vivande non sazia, se il cuore è vuoto di verità. Che se manca la pace dell'anima, anche i cibi più raffinati san privi di sapori.

Perciò, quando ci vedi brancolare insoddisfatti attorno alle nostre dispense stracolme di beni, muoviti a compassione di noi, placa il nostro bisogno di felicità, e torna a deporre nella mangiatoia, come quella notte facesti a Betlem, il pane vivo disceso dal cielo. Perché solo chi mangia di quel pane non avrà più fame in etemo.

(don Tonino Bello, vescovo)

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RIFLESSIONE DEL PAPA SULLA MADONNA
do
po la preghiera del Rosario

nella Basilica di Santa Maria Maggiore (sabato 4 maggio 2013)

 

1. Una mamma aiuta i figli a crescere e vuole che crescano bene; per questo li educa a non cedere alla pigrizia - che deriva anche da un certo benessere -, a non adagiarsi in una vita comoda che si accontenta di avere solo delle cose. La mamma ha cura dei figli perché crescano sempre di più, crescano forti, capaci di prendersi responsabilità, di impegnarsi nella vita, di tendere a grandi ideali. Il Vangelo di san Luca dice che, nella famiglia di Nazareth, Gesù «cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui» (Lc 2,40). La Madonna fa proprio questo in noi, ci aiuta a crescere umanamente e nella fede, ad essere forti e non cedere alla tentazione dell’essere uomini e cristiani in modo superficiale, ma a vivere con responsabilità, a tendere sempre più in alto.

2. Una mamma poi pensa alla salute dei figli educandoli anche ad affrontare le difficoltà della vita. Non si educa, non si cura la salute evitando i problemi, come se la vita fosse un’autostrada senza ostacoli. La mamma aiuta i figli a guardare con realismo i problemi della vita e a non perdersi in essi, ma ad affrontarli con coraggio, a non essere deboli, e a saperli superare, in un sano equilibrio che una madre “sente” tra gli ambiti di sicurezza e le zone di rischio. E questo una mamma sa farlo! Non porta sempre il figlio sulla strada della sicurezza, perché in questa maniera il figlio non può crescere, ma anche non lo lascia soltanto sulla strada del rischio, perché è pericoloso. Una mamma sa bilanciare le cose. Una vita senza sfide non esiste e un ragazzo o una ragazza che non sa affrontarle mettendosi in gioco, è un ragazzo e una ragazza senza spina dorsale! Ricordiamo la parabola del buon samaritano: Gesù non propone il comportamento del sacerdote e del levita, che evitano di soccorrere colui che era incappato nei briganti, ma il samaritano che vede la situazione di quell’uomo e la affronta in maniera concreta, anche con rischi. Maria ha vissuto molti momenti non facili nella sua vita, dalla nascita di Gesù, quando «per loro non c’era posto nell’alloggio» (Lc 2,7), fino al Calvario (cfr Gv 19,25). E come una buona madre ci è vicina, perché non perdiamo mai il coraggio di fronte alle avversità della vita, di fronte alla nostra debolezza, di fronte ai nostri peccati: ci dà forza, ci indica il cammino di suo Figlio. Gesù dalla croce dice a Maria, indicando Giovanni: «Donna, ecco tuo figlio!» e a Giovanni: «Ecco tua madre!» (cfr Gv 19,26-27). In quel discepolo tutti noi siamo rappresentati: il Signore ci affida nelle mani piene di amore e di tenerezza della Madre, perché sentiamo il suo sostegno nell’affrontare e vincere le difficoltà del nostro cammino umano e cristiano; non avere paura delle difficoltà, affrontarle con l’aiuto della mamma.

3. Un ultimo aspetto: una buona mamma non solo accompagna i figli nella crescita, non evitando i problemi, le sfide della vita; una buona mamma aiuta anche a prendere le decisioni definitive con libertà. Questo non è facile, ma una mamma sa farlo. Ma che cosa significa libertà? Non è certo fare tutto ciò che si vuole, lasciarsi dominare dalle passioni, passare da un’esperienza all’altra senza discernimento, seguire le mode del tempo; libertà non significa, per così dire, buttare tutto ciò che non piace dalla finestra. No, quella non è libertà! La libertà ci è donata perché sappiamo fare scelte buone nella vita! Maria da buona madre ci educa ad essere, come Lei, capaci di fare scelte definitive; scelte definitive, in questo momento in cui regna, per così dire, la filosofia del provvisorio. È tanto difficile impegnarsi nella vita definitivamente. E lei ci aiuta a fare scelte definitive con quella libertà piena con cui ha risposto “sì” al piano di Dio sulla sua vita (cfr Lc 1,38).

Cari fratelli e sorelle, quanto è difficile, nel nostro tempo, prendere decisioni definitive! Ci seduce il provvisorio. Siamo vittime di una tendenza che ci spinge alla provvisorietà… come se desiderassimo rimanere adolescenti. E’ un po’ il fascino del rimanere adolescenti, e questo per tutta la vita! Non abbiamo paura degli impegni definitivi, degli impegni che coinvolgono e interessano tutta la vita! In questo modo la vita sarà feconda! E questo è libertà: avere il coraggio di prendere queste decisioni con grandezza.

Tutta l’esistenza di Maria è un inno alla vita, un inno di amore alla vita: ha generato Gesù nella carne ed ha accompagnato la nascita della Chiesa sul Calvario e nel Cenacolo. La Salus Populi Romani è la mamma che ci dona la salute nella crescita, ci dona la salute nell’affrontare e superare i problemi, ci dona la salute nel renderci liberi per le scelte definitive; la mamma che ci insegna ad essere fecondi, ad essere aperti alla vita e ad essere sempre fecondi di bene, fecondi di gioia, fecondi di speranza, a non perdere mai la speranza, a donare vita agli altri, vita fisica e spirituale.

Questo ti chiediamo questa sera, O Maria, Salus Populi Romani, per il popolo di Roma, per tutti noi: donaci la salute che solo tu puoi donarci, per essere sempre segni e strumenti di vita. Amen.

Mese di Maria.

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05.05.2013 - A la Vierge de Mai

Splendeur des Lys de mai, vous êtes notre Reine,
l’aurore de nos yeux, la paix de notre soir
et nous plaçons en vous tous nos ciels "bleu d’espoir",
nos rires et nos coeurs et toute notre peine.
Nous cueillerons pour Vous, Aimable Souveraine,
des fleurs et des Ave tout au long du chemin
et si l’ombre du soir obscurcit le matin,
trouez d’or et d’azur le mur de notre peine.
Blancheur des Lys de mai, Vierge belle et sereine
prenez-nous par la main lorsque viendra le soir,
prenez-nous par la main le long de notre peine. Amen.

(Guy Ganachaud)

Mese di Maria.

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06.05.2013

The Rosary, a prayer for home and a prayer for the journey

The Rosary is a prayer for the home, and a prayer for the road. It is a prayer which builds community and also which propels us on our journey… We need our communities. We need places in which we are at home, with our brothers and sisters. And yet at the same time we are itinerant preachers, who cannot settle for too long, but must set out to preach. We are contemplative and active…

The Hail Mary is marked by this same tension. Think of the great pictures of the Annunciation. They usually offer us a domestic scene. The angel has come to Mary’s home. And in a way, the Rosary is often the prayer of the home and the community…

But the angel’s greeting does not leave Mary at home. The angel comes to disturb her domestic life. She is propelled on a journey, which will take her to Elizabeth’s home, to Bethlehem, to Egypt, to Jerusalem. It is a journey that will lead to her heart being pierced, and to the foot of the cross. It is a journey that will eventually carry her to heaven and glory.

(T. Radcliffe)

Mese di Maria.

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07.5.2013 - Oração simples

Deus quer que a nossa oração seja simples. Vejam, por exemplo, o recado de Marta para Jesus, a respeito da doença de seu irmão Lázaro: "Senhor, aquele que amas está doente!" (Jo 11,3). Quanta fé quanto amor e quanta confiança nestas poucas palavras! Da mesma forma agiu Maria, nas bodas de Cana, quando o vinho faltou: "Eles não têm mais vinho" (Jo 2,3). Ela sabia o Filho que tinha. Não perdeu tempo em longos discursos e rodeios verbais. A exposição simples e humilde das nossas necessidades é o que espera de nós quem está disposto a ajudar-nos. Acho que Deus deve ficar cansado do interminável palavreado com que muitas pessoas se dirigem a ele. (CATHERINE DOHERTY)

Mese di Maria.

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08.05.2013

Il profilo mariano della Chiesa

Vorrei iniziare con due affermazioni. Prima, viviamo in un’epoca nella quale cresce una coscienza più articolata del fatto che la Chiesa di Cristo ha due aspetti, uno istituzionale e l’altro carismatico, ambedue profondamente in sintonia tra loro…

Seconda, c’è una consapevolezza più forte del cosiddetto “profilo o principio mariano” della Chiesa... Il Papa Benedetto XVI, seguendo una linea del magistero di Papa Wojtyla, ha affermato che il principio mariano nella Chiesa “è ancora più originario e fondamentale” del principio petrino…

Potremmo dire che tutta la storia della Chiesa – e la stessa storia dell’umanità – è il tempo che passa fra il dono di Cristo e la nostra attualizzazione e risposta che è iniziata in Maria e, per grazia, in lei anche totale. Risposta che si compirà quando tutta la Chiesa e tutta l’umanità saranno – se così si può dire – “mariane”: totalmente spalancate a Dio e ai suoi doni, abitate dalla Parola, raccolte in Cristo e perciò permeate dallo Spirito del Risorto, da lui immacolatizzate (cf. Ef 5, 27; Fil 2, 15), cristificate, “trinitizzate”…

Domandiamoci dunque: in che cosa consisteva la risposta di Maria e come questa risposta si può fare vita in noi? Ci sembra che si possono distinguere due grandi momenti: il suo “fiat” al momento dell’annunciazione e il suo “fiat” sotto la croce.

Con il suo “Eccomi, sono la serva del Signore; sia fatto di me secondo la tua parola” (cf. Lc 1, 38), Maria lascia che il Verbo si faccia carne in lei.

A ben guardare, tale “sì” non è un’esclusiva di Maria, ma ci chiama in qualche modo tutti in causa. Quel primo “fiat” è infatti l’amen della fede, la totale disponibilità ad accogliere e a lasciar portare frutto in noi l’agire di Dio: la Parola di Dio – il Vangelo – che si vuole far carne in noi, e la presenza efficace del Risorto nei sacramenti che ci unisce intimamente alla sua stessa persona.

È con questo “amen” della fede, suggellata dal Battesimo, che si costituisce la Chiesa come la “communio fidelium”: senza questo “sì” la Chiesa non ci sarebbe.

Ma questo “sì” della fede ha una storia ed è – nella vita di Maria e nostra – cammino verso un secondo “fiat”: quello di Maria sotto la croce, dove l’apertura all’agire di Dio, diventa un aprirsi totalmente agli altri. Se il primo “fiat” era quello della fede, il secondo è quello della carità vissuta nella sua piena dilatazione ecclesiale…

Sta proprio in questo la piena attualizzazione della vita ecclesiale: perché giunga a pienezza la vita della comunità cristiana occorre non solo ascoltare la Parola, essere battezzati, ricevere l’Eucaristia o avere un punto di riferimento sicuro nel ministero nella Chiesa. Occorre un’apertura radicale agli altri, svuotandosi radicalmente di sé, così come ha fatto Gesù stesso in croce, così come vediamo in Maria. Occorre diventare un Cristo per l’altro.

(Brendan Leahy , Il profilo mariano della Chiesa e i carismi)

Ascolto, decisone, azione:

Tre parole per seguire il cammino di Maria.

La meditazione di Papa Francesco al termine della recita del Rosario in Piazza San Pietro che ha concluso il mese mariano.

CITTA' DEL VATICANO, 31 Maggio 2013 (Zenit.org) - A conclusione del mese mariano, il Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Arciprete della Basilica di San Pietro ha presieduto questa sera alle ore 20.00, in Piazza San Pietro, la recita del Santo Rosario. Nel corso della celebrazione, è stata portata in processione la statua della Madonna attraverso i vari reparti della Piazza. Verso le ore 20.30, il Santo Padre Francesco è giunto sul Sagrato della Basilica Vaticana e - prima di impartire la Benedizione Apostolica ai fedeli presenti - ha pronunciato una meditazione di cui riportiamo di seguito il testo.

Cari fratelli e sorelle,

questa sera abbiamo pregato insieme con il Santo Rosario; abbiamo ripercorso alcuni eventi del cammino di Gesù, della nostra salvezza e lo abbiamo fatto con Colei che è nostra Madre, Maria, Colei che con mano sicura ci guida al suo Figlio Gesù.

Oggi celebriamo la festa della Visitazione della Beata Vergine Maria alla parente Elisabetta. Vorrei meditare con voi questo mistero che mostra come Maria affronta il cammino della sua vita, con grande realismo, umanità, concretezza.

Tre parole sintetizzano l’atteggiamento di Maria: ascolto, decisone, azione; parole che indicano una strada anche per noi di fronte a ciò che ci chiede il Signore nella vita.

1. Ascolto. Da dove nasce il gesto di Maria di andare dalla parente Elisabetta? Da una parola dell’Angelo di Dio: «Elisabetta tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio…» (Lc 1,36). Maria sa ascoltare Dio. Attenzione: non è un semplice "udire" superficiale, ma è l’"ascolto" fatto di attenzione, di accoglienza, di disponibilità verso Dio. Non è il modo distratto con cui a volte noi ci mettiamo di fronte al Signore o agli altri: udiamo le parole, ma non ascoltiamo veramente. Maria è attenta a Dio, ascolta Dio.

Ma Maria ascolta anche i fatti, legge cioè gli eventi della sua vita, è attenta alla realtà concreta e non si ferma alla superficie, ma va nel profondo, per coglierne il significato. La parente Elisabetta, che è già anziana, aspetta un figlio: questo è il fatto. Ma Maria è attenta al significato, lo sa cogliere: «Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37).

Questo vale anche nella nostra vita: ascolto di Dio che ci parla, e ascolto anche della realtà quotidiana, attenzione alle persone, ai fatti perché il Signore è alla porta della nostra vita e bussa in molti modi, pone segni nel nostro cammino; a noi la capacità di vederli. Maria è la madre dell’ascolto, ascolto attento di Dio e ascolto altrettanto attento degli avvenimenti della vita.

2. Decisione. Maria non vive "di fretta", con affanno, ma, come sottolinea san Luca, «meditava tutte queste cose nel suo cuore» (cfr Lc 2,19.51). E anche nel momento decisivo dell’Annunciazione dell’Angelo, Ella chiede: «Come avverrà questo?» (Lc 1,34). Ma non si ferma neppure al momento della riflessione; fa un passo avanti: decide. Non vive di fretta, ma solo quando è necessario "va in fretta". Maria non si lascia trascinare dagli eventi, non evita la fatica della decisione. E questo avviene sia nella scelta fondamentale che cambierà la sua vita: «Eccomi sono la serva del Signore…» (cfr Lc 1,38), sia nelle scelte più quotidiane, ma ricche anch’esse di significato. Mi viene in mente l’episodio delle nozze di Cana (cfr Gv 2,1-11): anche qui si vede il realismo, l’umanità, la concretezza di Maria, che è attenta ai fatti, ai problemi; vede e comprende la difficoltà di quei due giovani sposi ai quali viene a mancare il vino della festa, riflette e sa che Gesù può fare qualcosa, e decide di rivolgersi al Figlio perché intervenga: «Non hanno più vino» (cfr v. 3).

Nella vita è difficile prendere decisioni, spesso tendiamo a rimandarle, a lasciare che altri decidano al nostro posto, spesso preferiamo lasciarci trascinare dagli eventi, seguire la moda del momento; a volte sappiamo quello che dobbiamo fare, ma non ne abbiamo il coraggio o ci pare troppo difficile perché vuol dire andare controcorrente. Maria nell’Annunciazione, nella Visitazione, alle nozze di Cana va controcorrente; si pone in ascolto di Dio, riflette e cerca di comprendere la realtà, e decide di affidarsi totalmente a Dio, decide di visitare, pur essendo incinta, l’anziana parente, decide di affidarsi al Figlio con insistenza per salvare la gioia delle nozze.

3. Azione. Maria si mise in viaggio e «andò in fretta…» (cfr Lc 1,39). Domenica scorsa sottolineavo questo modo di fare di Maria: nonostante le difficoltà, le critiche che avrà ricevuto per la sua decisione di partire, non si ferma davanti a niente. E qui parte "in fretta". Nella preghiera, davanti a Dio che parla, nel riflettere e meditare sui fatti della sua vita, Maria non ha fretta, non si lascia prendere dal momento, non si lascia trascinare dagli eventi. Ma quando ha chiaro che cosa Dio le chiede, ciò che deve fare, non indugia, non ritarda, ma va "in fretta". Sant’Ambrogio commenta: "la grazia dello Spirito Santo non comporta lentezze" (Expos. Evang. sec. Lucam, II, 19: PL 15,1560). L’agire di Maria è una conseguenza della sua obbedienza alle parole dell’Angelo, ma unita alla carità: va da Elisabetta per rendersi utile; e in questo uscire dalla sua casa, da se stessa, per amore, porta quanto ha di più prezioso: Gesù; porta il suo Figlio.

A volte, anche noi ci fermiamo all’ascolto, alla riflessione su ciò che dovremmo fare, forse abbiamo anche chiara la decisione che dobbiamo prendere, ma non facciamo il passaggio all’azione. E soprattutto non mettiamo in gioco noi stessi muovendoci "in fretta" verso gli altri per portare loro il nostro aiuto, la nostra comprensione, la nostra carità; per portare anche noi, come Maria, ciò che abbiamo di più prezioso e che abbiamo ricevuto, Gesù e il suo Vangelo, con la parola e soprattutto con la testimonianza concreta del nostro agire.

Ascolto, decisone, azione.

Maria, donna dell’ascolto, rendi aperti i nostri orecchi; fa’ che sappiamo ascoltare la Parola del tuo Figlio Gesù tra le mille parole di questo mondo; fa’ che sappiamo ascoltare la realtà in cui viviamo, ogni persona che incontriamo, specialmente quella che è povera, bisognosa, in difficoltà.

Maria, donna della decisione, illumina la nostra mente e il nostro cuore, perché sappiamo obbedire alla Parola del tuo Figlio Gesù, senza tentennamenti; donaci il coraggio della decisione, di non lasciarci trascinare perché altri orientino la nostra vita.

Maria, donna dell’azione, fa’ che le nostre mani e i nostri piedi si muovano "in fretta" verso gli altri, per portare la carità e l’amore del tuo Figlio Gesù, per portare, come te, nel mondo la luce del Vangelo. Amen.

Mese di Maria.

Marie va à contre-courant !

Conclusion du mois de mai place Saint-Pierre.

Méditation du pape François

Chers frères et sœurs,

Ce soir, nous avons prié le chapelet ensemble ; nous avons parcouru à nouveau quelques événements du chemin de Jésus, de notre salut, et nous l’avons fait avec celle qui est notre Mère, Marie, celle qui nous guide d’une main sûre vers son fils Jésus. Toujours, Marie nous conduit à Jésus.

Nous célébrons aujourd’hui la fête de la Visitation de la Bienheureuse Vierge marie à sa cousine Elisabeth. Je voudrais méditer avec vous ce mystère qui montre comment Marie affronte le chemin de sa vie, avec beaucoup de réalisme, d’humanité, de sens du concret.

Trois mots résument le comportement de Marie : écoute, décision, action ; ce sont des mots qui indiquent une route pour nous aussi devant ce que le Seigneur nous demande dans notre vie.

1. L’écoute. Marie se rend chez sa cousine Elisabeth. D’où lui vient ce geste ? D’une parole de l’ange de Dieu : « Et voici qu'Elisabeth, ta parente, vient, elle aussi, de concevoir un fils dans sa vieillesse » (Lc 1,36). Marie sait écouter Dieu. Attention ! il ne s’agit pas simplement d’ « entendre » superficiellement, mais c’est une « écoute » faite d’attention, d’accueil, de disponibilité envers Dieu. Ce n’est pas la manière distraite que nous avons souvent de nous mettre devant le Seigneur ou les autres : nous entendons ce qu’ils disent, mais nous n’écoutons pas vraiment.

Marie est attentive à Dieu, elle écoute Dieu. Mais Marie écoute aussi les faits, c’est-à-dire qu’elle lit les événements de sa vie, elle est attentive à la réalité concrète et elle ne s’arrête pas à la superficie des choses, mais elle va en profondeur pour en saisir la signification. Sa cousine, Elisabeth, qui est déjà âgée, attend un enfant : voilà le fait. Mais Marie est attentive à sa signification, elle sait la saisir : « Rien n’est impossible à Dieu » (Lc 1,37).

Cela vaut aussi dans notre vie : l’écoute de Dieu qui nous parle, et l’écoute aussi de la réalité quotidienne, l’attention aux personnes, aux faits, parce que le Seigneur est à la porte de notre vie et il frappe de différentes manières, il met des signes sur notre chemin ; à nous d’être capables de les voir. Marie est la mère de l’écoute, écoute attentive de Dieu et écoute tout autant attentive des événements de la vie.

2. La décision. Marie ne vit pas « pressée », dans l’anxiété, mais, comme le souligne Luc, « elle méditait toutes ces choses en son cœur » (Lc 2,19;51). Et même au moment décisif de l’Annonciation de l’ange, elle demande « Comment cela sera-t-il ? » (Lc 1,14). Mais elle ne s’arrête pas non plus au moment de la réflexion ; elle fait un pas en avant : elle décide. Elle ne vit pas dans l’urgence, mais simplement lorsque c’est nécessaire, « elle part en hâte ».

Marie ne se laisse pas emporter par les événements, elle ne fait pas l'économie de l’effort de la décision. Et ceci non seulement lors du choix fondamental qui changera sa vie : « Je suis la servante du Seigneur… » (Lc 1,38) mais aussi dans les choix plus quotidiens mais riches aussi de signification. Il me vient à l’esprit l’épisode des noces de Cana (cf. Jn 2,1-11) : là aussi, on voit le réalisme, l’humanité, le sens du concret de Marie, qui est attentive aux faits, aux problèmes ; elle voit et comprend la difficulté de ces deux jeunes mariés auxquels le vin de la fête vient à manquer, elle réfléchit, sachant que Jésus peut faire quelque chose, et elle décide de s’adresser à son Fils pour qu’il intervienne : « Ils n’ont plus de vin » (cf. v.3). Elle décide.

Dans la vie, il est difficile de prendre des décisions, nous avons souvent tendance à les reporter, à laisser les autres décider à notre place, nous préférons souvent nous laisser porter par les événements, suivre l’air du temps ; parfois nous savons ce que nous devons faire, mais nous n’en avons pas le courage ou cela nous paraît trop difficile parce que cela signifie aller à contre-courant.

Marie, à l’Annonciation, à la Visitation, aux noces de Cana, va à contre-courant. Marie va à contre-courant. Elle se met à l’écoute de Dieu, elle réfléchit et cherche à comprendre la réalité, et elle décide de se confier totalement à Dieu ; elle décide, alors qu’elle est enceinte, de rendre visite à la vieille cousine, elle décide de faire confiance à son Fils, avec insistance, pour sauver la joie des noces.

3. L’action. Marie se mit en route et « se rendit en hâte… » (cf. Lc 1,39). Dimanche dernier, j’ai souligné cette façon de faire de Marie : malgré les difficultés, les critiques que lui aura values sa décision de partir, rien ne l’arrête. Et là, elle part « en hâte ». Dans la prière, devant Dieu qui parle, dans la réflexion et la méditation sur les faits de sa vie, Marie n’est pas pressée, elle ne se laisse pas prendre par le temps, elle ne se laisse pas emporter par les événements.

Mais quand elle voit clairement ce que Dieu lui demande, ce qu’elle doit faire, elle n’hésite pas, elle ne reporte pas mais elle va « en hâte ». Saint Ambroise fait le commentaire suivant : « Les lents calculs sont étrangers à la grâce de l'Esprit Saint » (Expos. Evang. Sec. Lucam, II, 19 : PL 15,1560). L’agir de Marie est une conséquence de son obéissance aux paroles de l’ange, mais unie à la charité : elle va chez Elisabeth pour se rendre utile ; et en sortant ainsi de chez elle, d’elle-même, par amour, elle apporte ce qu’elle a de plus précieux, Jésus ; elle apporte son Fils.

Parfois, nous-mêmes, nous nous arrêtons à l’écoute, à la réflexion sur ce que nous devrions faire, peut-être voyons-nous clairement la décision que nous devons prendre, mais nous ne passons pas à l’action. Et surtout, nous ne nous mettons pas en jeu pour apporter nous aussi, comme Marie, ce que nous avons de plus précieux et que nous avons reçu: Jésus et son Évangile, par la parole et surtout par le témoignage concret de notre agir. Marie, femme de l'écoute, de la décision, de l'action.

Marie, femme de l’écoute, fais que nos oreilles s’ouvrent ; fais que nous sachions écouter la Parole de ton Fils Jésus, au milieu des paroles de ce monde ; fais que nous sachions écouter la réalité dans laquelle nous vivons, chacune des personnes que nous rencontrons, en particulier celle qui est pauvre, qui est dans le besoin, en difficulté.

Marie, femme de la décision, illumine notre esprit et notre cœur, pour que nous sachions obéir à la Parole de ton Fils Jésus, sans hésitation ; donne-nous le courage de la décision, de ne pas nous laisser porter pour que les autres orientent notre vie.

Marie, femme de l’action, fais que nos mains et nos pieds se dirigent « en hâte » vers les autres, pour apporter la charité et l’amour de ton Fils Jésus, pour apporter, comme toi, au monde la lumière de l’Évangile. Amen.

ROME, 31 mai 2013 (Zenit.org) -

 

Mese di Maria.
Escuta, decisão, ação:

Três palavras para seguir o caminho de Maria.

Meditação do Papa Francisco no final da oração do Terço na Praça de São Pedro, concluindo o mês de Maria.

Queridos irmãos e irmãs,

esta noite oramos juntos com o Santo Rosário; percorremos de novo alguns eventos do caminho de Jesus, da nossa salvação e o fizemos com Ela que é nossa Mãe, Maria, Aquela que com mão segura nos guia ao seu Filho Jesus.

Hoje celebramos a festa da Visitação da Beata Virgem Maria à sua prima Isabel. Eu gostaria de meditar com vocês este mistério que mostra como Maria encara o caminho da sua vida, com grande realismo, humanidade, concretude.

Três palavras resumem a atitude de Maria: escuta, decisão, ação; palavras que indicam um caminho também para nós diante do que o Senhor nos pede na vida.

1. ESCUTA. De onde nasce o gesto de Maria de ir à sua prima Isabel? De uma palavra do Anjo de Deus: “Isabel, tua parente, concebeu um filho na velhice...” (Lc 1, 36). Maria sabe escutar a Deus. Atenção: não é um simples “ouvir” superficial, mas é a “escuta” feita de atenção, de acolhida, de disponibilidade para com Deus. Não é o modo distraído com o qual muitas vezes nós nos colocamos diante do Senhor ou dos outros: escutamos as palavras, mas não escutamos realmente. Maria está atenta a Deus, escuta a Deus.

Mas Maria também escuta os fatos, lê os eventos da sua vida, está atenta à realidade concreta e não para na superfície, mas vai no profundo, para captar o significado. A parente Isabel, que é já anciã, espera um filho: esse é o fato. Mas Maria está atenta ao significado, sabe captá-lo: “Nada é impossível para Deus" (Lc 1, 37).

Isso também é verdade em nossas vidas: escutar de Deus que nos fala, e escutar também da realidade cotidiana, atenção às pessoas, aos fatos porque o Senhor está à porta da nossa vida e bate de muitos modos, coloca sinais no nosso caminho; nos corresponde saber vê-los. Maria é a mãe da escuta, escuta atenta de Deus e escuta igualmente atenta dos acontecimentos da vida.

2. DECISÃO. Maria não vive “com pressa”, com aflição, mas, como destaca São Lucas, “meditava todas estas coisas no seu coração” (cfr. Lc 2,19.51). E também no momento decisivo da Anunciação do Anjo, Ela pergunta: "Como pode ser isso?" (Lc 1, 34). Mas não pára nem mesmo no momento da reflexão; dá um passo adiante: decide. Não vive às pressas, mas só quando é necessário “vai às pressas”. Maria não se deixa levar pelos acontecimentos, não evita o trabalho da decisão. E isso acontece seja na escolha fundamental que mudará a sua vida: “Eis aqui a serva do Senhor...” (cf. Lc 1,38), seja nas escolhas mais diárias, mas ricas também de significado. Lembro-me do episódio das bodas de Caná (cf. Jo 2,1-11): também aqui se vê o realismo, a humanidade, a concretude de Maria, que está atenta aos fatos, aos problemas; vê e compreende a dificuldade daqueles dois jovens esposos aos quais falta o vinho da festa, reflete e sabe que Jesus pode fazer algo, e decide pedir ao Filho para que intervenha: “Não têm mais vinho” (ver v.3 ).

Na vida é difícil tomar decisões, muitas vezes tendemos a adiá-las, a deixar que outros decidam no nosso lugar, muitas vezes preferimos deixar-nos arrastar pelos eventos, seguir a moda do momento; às vezes sabemos o que devemos fazer, mas não o fazemos com coragem ou nos parece muito difícil porque significa ir contra-corrente. Maria na Anunciação, na Visitação, nas bodas de Caná vai contra-corrente; coloca-se na escuta de Deus, reflete e procura compreender a realidade, e decide confiar totalmente em Deus, decide visitar, ainda estando grávida, a anciã parente, decide confiar ao Filho com insistência para salvar a alegria das bodas.

3. AÇÃO. Maria partiu em viagem e “foi às pressas...” (cf. Lc 1, 39). No último domingo eu destacava este modo de atuar de Maria: apesar das dificuldades, das críticas que recebeu pela sua decisão de partir, não para diante de nada. E aqui parte "às pressas". Na oração, diante de Deus que fala, no refletir e meditar sobre os acontecimentos de sua vida, Maria não tem pressa, não se deixa levar pelo momento, não se deixa arrastar pelos eventos. Mas, quando tem claro o que Deus lhe pede, o que deve fazer, não duvida, não demora, mas vai “às pressas”. Santo Ambrósio comenta: “a graça do Espírito Santo não tolera lentidão” (Expos. Evang Century Lucam, II, 19:.. PL 15,1560). O atuar de Maria é uma consequência da sua obediência às palavras do Anjo, mas unida à caridade: vai com Isabel para fazer-se útil; e neste sair da sua casa, de si mesma, por amor, leva o que tem de mais precioso: Jesus; leva o seu Filho.

Às vezes, também nós paramos na escuta, na reflexão sobre o que devemos fazer, talvez também temos clara a decisão que temos que tomar, mas não fazemos a passagem à ação. E sobretudo não nos colocamos em jogo, movendo-nos “às pressas” em direção aos outros para levar-lhes a nossa ajuda, a nossa compreensão, a nossa caridade; para levarmos, também nós, como Maria, o que temos de mais precioso e que recebemos, Jesus e o seu Evangelho, com a palavra e sobretudo com o testemunho concreto do nosso atuar.

Escuta, decisão, ação

Maria, mulher da escuta, abra os nosso ouvidos; faça que saibamos escutar a Palavra do seu Filho Jesus entre as milhares palavras deste mundo; faça que saibamos escutar a realidade na qual vivemos, cada pessoa que encontramos, especialmente aquela que é pobre, necessitada, em dificuldade.

Maria, mulher da decisão, ilumina a nossa mente e o nosso coração, para que saibamos obedecer a Palavra do seu Filho Jesus, sem hesitar; dê-nos a coragem da decisão, de não deixar-nos levar por outros que orientem nossa vida.

Maria, mulher de ação, faça que as nossas mãos e os nossos pés se movam “às pressas” para os outros, para levar a caridade e o amor do seu Filho Jesus, para levar, como você, no mundo, a luz do Evangelho. Amém.

CIDADE DO VATICANO, 31 de Maio de 2013 (Zenit.org)

Mese di Maria.

Pope Concludes Month of May with Rosary at St. Peter's Square

VATICAN CITY, June 04, 2013 (Zenit.org) - To conclude the Marian month of May, Pope Francis participated with thousands of faithful present in praying the Rosary on Friday evening at St. Peter's Square.

After the recitation of the Rosary, Pope Francis offered a meditation on the feast day of the Visitation, which he said shows the Blessed Mother's attitude in the events of Her life.

“Three words sum up Mary's attitude: listening, decision, and action," the Pope said. "They are words that also show us the path before us of what the Lord asks of us in life."

“Mary knows how to listen to God. But be careful: this is not a simple 'hearing' but a 'listening' based on paying attention, a welcoming, an openness toward God. It isn't the distracted manner that we sometimes have when dealing with the Lord or others when we hear their words, but we don't really listen.”

The Holy Father went on to say that the Blessed Mother always went in depth to grasp the meaning of events in Her life rather than "stopping at the surface of things."

"This is also true in our lives: listening to God who speaks to us and listening to our everyday reality, paying attention to people and to facts because the Lord is at the door in our lives and He calls in many ways, putting signs along our path and giving us the ability to see them.”

Reflecting on the Virgin Mary's decisiveness, Pope Francis stated that She never avoided the burden of making decisions, which in itself is an example for all when we are faced with similar circumstances.

"Often we tend to postpone [decisions]," the Pope said, "to let others decide for us. Often we prefer to be caught up by events, chasing the fashion of the moment. Sometimes we know what we have to do, but we don't have the courage or it seems too difficult because it means going against the grain."

"Mary goes against the current. She listens to God, reflects and tries to understand the reality [of the situation] and decides to entrust herself completely to God.”

The final aspect of the Virgin Mary Pope Francis concluded his mediation with was the word "action". The Holy Father said that upon knowing what God wants from Her, the Blessed Mother does not linger, but "goes in haste."

“Sometimes,” the Pope concluded, “even we stop with just listening, just reflecting on what we should do, perhaps we are even clear about what decision we should make, but we don't take the steps to act upon it. Above all we don't put ourselves in play, don't move 'in haste' toward others to bring them our assistance, our understanding, or our charity.”

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